GUIDA ALLA CURA / 01

Spazio per
il ritmo delle tartarughe.

Sole per esplorare. Ombra per riposare. Un riparo in cui la tartaruga si senta a casa.

Una tartaruga terrestre nel recinto esterno
UNO SGUARDO AL MONDO DELLE TARTARUGHE ↗
ISPIRIAMOCI ALLA NATURA

Molto più di un recinto.

Un ambiente vario permette alla tartaruga di scegliere tra angoli diversi.

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Sole e ombra

Il recinto deve essere in una posizione soleggiata, con piante e zone d’ombra dove rifugiarsi nelle ore più calde.

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Un riparo sicuro

Uno spazio coperto e asciutto e nascondigli di legno, pietre o rami creano angoli per il riposo.

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Substrato naturale

Terra e superfici varie favoriscono l’esplorazione. Lo spazio abitativo deve ricordare l’ambiente naturale.

APPROFONDIAMO L’AMBIENTE

Ogni angolo ha la sua funzione.

L’habitat naturale della testuggine marginata+

Le testuggini marginate si trovano nella Grecia meridionale e anche in alcune zone dei Balcani, in Italia e nella Sardegna nord-occidentale. A differenza della testuggine di Hermann, questa specie vive anche in aree più montuose. Il guscio scuro assorbe molto calore dal sole, aiutando l’animale a regolare la temperatura corporea anche a quote più elevate, dove l’aria è più fresca.

L’habitat naturale della testuggine di Hermann+

Le testuggini di Hermann vivono in gran parte dell’Europa meridionale: in Spagna e nel sud della Francia, in Corsica e Sardegna, in Toscana e in Macedonia, Grecia e Bulgaria. Si trovano anche nella vicina Croazia. In natura abitano soprattutto ambienti asciutti con erba e arbusti bassi.

Allestire un recinto esterno+

Il recinto esterno deve essere in una posizione soleggiata, ma deve permettere anche di ritirarsi all’ombra. Le tartarughe hanno bisogno di molta luce solare e di calore per la normale attività, mentre trascorrono le ore più calde all’ombra. Inserite piante sotto cui ripararsi e nascondigli di legno, pietre o rami grandi. Prevedete una zona per dormire coperta, protetta dal vento e dalla pioggia e con foglie secche o fieno sul fondo. Serve anche un’area di terra soffice o sabbia dove le femmine adulte possano deporre le uova. Non dimenticate lo spazio per cibo e acqua. Il recinto deve essere abbastanza ampio per l’animale, che può raggiungere 20 cm o più di lunghezza. Lo spazio non è mai troppo; le indicazioni originali suggeriscono almeno cinque metri quadrati. La recinzione deve essere piena e alta almeno mezzo metro, così che le tartarughe non vedano oltre e non cerchino di arrampicarsi. Se altri animali possono avvicinarsi, è consigliabile una seconda recinzione molto più alta, anche in rete, per impedire ad esempio ai cani di saltare dentro. Si raccomanda inoltre di interrare il bordo almeno 10 cm, perché le tartarughe scavano e potrebbero aprirsi un passaggio sotto il recinto.

Terrario+

Anche al chiuso occorre garantire spazio sufficiente. Le indicazioni originali riportano, come esempio per una tartaruga lunga 10 cm, un terrario di circa 100 × 60 cm e alto almeno 30 cm, raccomandando comunque più spazio quando possibile. Le tartarughe amano esplorare, quindi è preferibile un ambiente più ampio. Come substrato si possono utilizzare terra, humus o trucioli, con superfici diverse nelle varie zone. Si possono anche mescolare terra, sabbia e torba. Prevedete nascondigli, per esempio un vaso o un riparo adatto in pietra, oltre a cibo e acqua. Sono indispensabili luce e temperatura adeguate; le indicazioni originali descrivono un’illuminazione quotidiana di 8–10 ore con lampada UVA/UVB e una lampada riscaldante. In natura la luce viene dal sole. Queste lampade sono disponibili nei negozi per animali. Sebbene le indicazioni originali menzionino 30 cm dal substrato, la distanza corretta deve seguire le istruzioni del produttore della singola lampada.

Luce e temperatura+

Le indicazioni originali raccomandano di non superare 34 °C sul substrato sotto la lampada, regolando la distanza per controllare la temperatura: il calore eccessivo può provocare ustioni. Descrivono zone più calde e più fresche tra cui l’animale possa scegliere, indicando almeno 24 °C nella zona più fresca. Questi valori sono indicazioni generali e non una prescrizione universale: vanno verificati per la specie e le condizioni di allevamento. Cemento e piastrelle non sono adatti come intera superficie abitativa. Cercate di ricreare un ambiente simile a quello naturale. Le indicazioni originali raccomandano una pulizia completa e la sostituzione del substrato ogni tre o quattro mesi.

IL PROSSIMO PASSO

Una grande storia.
Piccoli passi.

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Cura quotidiana

Piccole abitudini.
Una grande differenza.

Recinto esternoSole, ombra e protezione dalle fughe.

Il recinto deve impedire di arrampicarsi oltre il bordo e di scavare al di sotto. Prevedete un rifugio asciutto e la possibilità di ripararsi dal caldo. Uno stagno non protetto comporta il rischio di annegamento. Valutate le condizioni nel punto in cui si trova la tartaruga, non soltanto dalle previsioni del tempo.

British Chelonia Group · ambiente ↗

UVB e caloreIlluminazione e riscaldamento hanno funzioni diverse.

Gli UVB contribuiscono alla produzione di vitamina D, mentre il calore permette un’attività e una digestione adeguate. Servono una zona più calda e un rifugio più fresco. Il sole attraverso il vetro della finestra non sostituisce un’esposizione diretta adeguata agli UVB. Seguite le istruzioni del produttore per la distanza e la sostituzione della lampada: la luce visibile non dimostra un’emissione UVB sufficiente.

British Chelonia Group · UVB ↗ · RVC · luce e calore ↗

Prima del letargoPrima un controllo, poi un piano individuale.

RVC raccomanda un controllo prima di iniziare la preparazione al letargo. Una tartaruga malata o sottopeso non deve andare in letargo: necessita di cure adeguate mantenendosi attiva. Il veterinario valuta lo stato generale e, se necessario, propone un esame delle feci o altri accertamenti. Non stabilite inizio e durata soltanto in base al calendario.

RVC · controllo prima del letargo ↗

Quando rivolgersi al veterinario?Prendete sul serio i cambiamenti nell’aspetto e nel comportamento.

Secrezioni dal naso, occhi o arti gonfi e alterazioni della bocca richiedono una visita veterinaria. Le difficoltà ad alimentarsi possono avere più cause: non attribuitele automaticamente alla «preparazione all’inverno». Evitate cure improvvisate. Scegliete un veterinario esperto in rettili.

RVC · controllo sanitario ↗ · British Chelonia Group · salute ↗

Queste sono indicazioni generali. Temperatura, umidità, illuminazione e letargo devono essere adattati alla specie, all’età, allo stato di salute e all’ambiente concreto.